mercoledì 20 febbraio 2008

L'ITALIA E BRUXELLES

Il paese con il maggior numero di condanne davanti alla corte europea per i diritti dell'uomo

Spero mi perdonerete la lunga assenza, mi sono preso una pausa dal blog per studiare un pò e coltivare amicizie ormai da troppo tempo trascurate.
Torno con un post che nasce dall'indignazione per ciò che sospettavo, ma di cui oggi ho avuto la conferma:
vivo in un paese poco al di sopra di un paese del 3°mondo (per alcuni aspetti come le pari opportunità e la libertà di informazione ampiamente sotto, non lo dico io, ma gli studi internazionali sui due macrotemi).

E se si deve puntare il dito contro una stortura del nostro paese io accuso la burocratizzazione virale e invasiva, che rallenta e attanaglia ogni aspetto della vita pubblica del bel paese, con conseguenza spesso frustranti nel privato per ognuno di noi.

Ne sono la prova provata fin troppi episodi che toccano la quotidianità del cittadino (guardatevi una qualunque puntata delle iene) ... vi chiederete quindi: qual'è la novità?

La novità è che oggi a lezione di "TUTELA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI UMANI" è emerso un dato piuttosto tragico: l'Italia è stato il paese con il maggior numero di condanne di fronte alla corte europea dei diritti dell'uomo FINO AL 2001 .. peggio della Russia di Putin, quella del caso Lytvinienko, da cui siamo stati superati solo di recente a causa della marea di casi ceceni presentati alla commissione.

Io trovo scandalosi due aspetti: che l'Italia dia per l'ennesima volta una pessima immagine di sè agli occhi dell'Europa e del mondo e cosa ben più grave che la dia in un campo basilare come quello della tutela dei diritti umani.
Pensate alle ripercussioni sulla politica estera italiana, esempio stupido: l'Italia si è tanto battuta per la moratoria della pena di morte e la salvaguardia del diritto alla vita, salvo poi avere il maggior numero di condanne per violazione dei diritti umani... non è proprio una bella figura...

Vi chiederete, cos'ha mai fatto lo stato per subire un così elevato numero di condanne?
Beh non stupirà di certo sapere che la quasi totalità delle sentenze della corte di Strasburgo riguarda violazioni all'art.6 della Convenzione Europea per i diritti umani:

"Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente,
pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale
indipendente e imparziale, costituito per legge..."

Innanzitutto...
cosa significa termine ragionevole? La corte si è affrettata a chiarire questo punto, che prestava il fianco a troppe libertà interpreative.
Facendo una media ponderata della durata del processo nei vari paesi parti della convenzione il risultato è che un processo non dovrebbe durare più di 2 anni per i primi due gradi di giudizio, e un ulteriore anno per il 3° grado (dove presente, da noi c'è: la cassazione).

Apriti cielo!

I processi in Italia durano troppo. Tutti lo sanno e tutti ne discutono. Ma le cause dei tempi lunghi della giustizia non sono, come spesso si sente dire, i cavilli legislativi cui gli avvocati si appigliano o l’eccessivo garantismo del sistema. Sono invece, sempre secondo lo studio, molto più banali disfunzioni organizzative e logistiche. Ecco alcuni dati della ricerca: il 69,7 per cento dei processi presi in considerazione non si è concluso con una sentenza, ma è stato rinviato ad altra udienza. Di questi rinvii, il 2 per cento è dovuto al legittimo impedimento dell’imputato e il 3,3 per cento del difensore. Ben il 9,2 per cento è causato dall’assenza del giudice, mentre l’1,8 da problemi pratici (mancanza di un fascicolo, assenza dell’interprete, del trascrittore o dell’aula).Il 13,4 per cento dei processi è stato rimandato per omessa o irregolare notifica della citazione all’imputato, al difensore o alla parte offesa. A questo va aggiunta la percentuale dei rinvii dovuti a mancata o errata notifica a testimoni e periti: 9,6 per cento.
In Italia nel 2006 un processo penale è durato in media 240 giorni (meno di quello civile, per cui ne sono serviti ben 902).

Ma questa è solo una media!
Abbiamo dei casi eccellenti: il caso Circosta-Viola vs Italy presentato alla Corte Europea dei Diritti Umani riguarda un processo iniziato da 16 anni e non ancora andato oltre il primo grado di giudizio!
Come se non bastasse nel 2000, in un giorno, la procura di Benevento si è vista notificare ben 200 condanne dalla corte di Strasburgo per processi civili durati più di 6 anni!
Si era addirittura creato un business con gli avvocati della città che compravano la casa a Bruxelles per trascorrervi il week end a studiare i casi...

a cavallo del millenio si era in presenza di un vero e proprio "caso italiano", una valanga di condanne tutte in violazione dell'art.6, che oberavano di lavoro inutile la corte e costavano uno sproposito all'Italia, che doveva risarcire le vittime.

Immaginatevi l'imbarazzo del povero Vladimiro Zagrebelsky, giudice italiano alla corte, e lo stupore di Peer Lorenzen, presidente Danese della 3^ sezione, per lui questa è una cosa fuori da ogni norma se si pensa che in Danimarca un processo civile dura in media 10 giorni, mentre uno penale 30 giorni proprio ad andare male.

Non bastava il danno di immagine per il paese, non basta l'effettiva gravità di una situazione in cui una persona deve aspettare 16 anni per sapere se verrà condannato (solo in 1°grado sia chiaro)
tutto questo ha, come detto sopra, un costo per l'erario statale, foraggiato da noi poveri contribuenti (non siamo tutti valentino rossi):

il clou si ha avuto nel febbraio 2000, quando in un solo mese le sentenze di Strasburgo sono costate all'Italia 5 miliardi di lire, in un mese!!!

Cosa sia possibile fare? Questo non ve lo so dire, non sono un magistrato, nè il ministro della giustizia, nè un pezzo grosso della magistratura... è impressionante vedere quanto soffra il nostro paese, quanto sia ammalato di burocrazia, stroncato dalle lungaggini procedurali, vessato dai costi di un sistema che non perde occasione per inserire una persona in più nella pubblica amministrazione, uno stipendio statale in più, un ulteriore perdita di tempo e di denaro dei cittadini...

Viva l'Italia
Zaupa Matteo
-------------------------------------------------------------------------------------------------------
http://www.echr.coe.int/ECHR il sito della commissione con i dati menzionati

Nessun commento: